Rapporto Clusit 2021: +14% di attacchi di spionaggio cyber, nel mirino i vaccini Covid-19

Continua il trend di crescita degli attacchi cyber nel mondo: nell’anno della pandemia, secondo il Rapporto Clusit 2021, sono stati infatti 1.871 gli attacchi gravi di dominio pubblico, con un incremento del 12% rispetto al 2019. In aumento, in particolare, gli eventi di spionaggio cyber, con il vaccino Covid-19 nel mirino dei criminali
Nel 2020 gli attacchi cyber nel mondo sono aumentati del 12% rispetto all’anno precedente: è questo il dato allarmante del Rapporto Clusit 2021 anticipato questa mattina e che verrà presentato ufficialmente al pubblico il prossimo 16 marzo in occasione del Security Summit Streaming Edition, il più importante convegno italiano sulla cyber security.
Nell’anno della pandemia, gli esperti dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica hanno registrato il record negativo degli attacchi informatici: a livello globale sono stati infatti 1.871 gli attacchi gravi di dominio pubblico, cioè quelli che hanno avuto un impatto sistemico in ogni aspetto della società, della politica, dell’economia e della geopolitica.
Ciò significa che, in media, sono stati registrati ben 156 attacchi gravi al mese, il valore più elevato mai registrato ad oggi (erano 139 nel 2019), con il primato negativo che spetta al mese di dicembre, in cui sono stati rilevati ben 200 attacchi gravi.
Si conferma, quindi, il trend di crescita costante che, dal 2017 ad oggi, ha fatto segnare un aumento degli attacchi gravi del 66%.
Si stima che i danni globali causati da questa vera e propria escalation cyber valgono due volte il PIL italiano, cioè oltre 3.400 miliardi di euro.
“I dati presentati oggi ci mostrano ancora una volta che l’accelerazione continua del cyber crime ha un impatto sempre più elevato sulla nostra società”, afferma Gabriele Faggioli, presidente di Clusit. “Lavoriamo a fianco delle istituzioni per promuovere un processo virtuoso di crescita tecnologica, che parta dalla formazione in età scolastica, passando dal supporto delle start up, alla condivisione di sapere e collaborazione tra pubblico e privato, al fine di garantire continuità sociale ed economica”, conclude Faggioli.
Alberto Ottaviani
